Torneo Regionale di Calcio dei Professionisti del Lazio

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Il fratello di Felice Caccamo

"Nel mondo nulla di grande è stato fatto senza passione" (G. Hegel)

di Emilio Acernese

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Non ricordo bene quando ho avuto il piacere di incontrare il simpatico Arbitro (forse l'ho rimosso!), se in occasione della prima gara giocata a La Spezia o la seconda.

Poco importa.

Fatto sta che si è avuto l'onore ed il privilegio di conoscere il "fratello di latte" del noto e simpaticissimo cronista sportivo Felice CACCAMO.

Non è napoletano ma è comunque di origini campane.

Non ha nemmeno la sua fisicità: è un puffo col vestitino giallo (da arbitro), anziché azzurro.

Ma al pari dell'illustre fratello, anche il simpatico Arbitro è sicuramente un personaggio: li accomuna poi quel modo tutto loro di interpretare il proprio mestiere.

Va però detto, in tutta onestà, che nonostante quel suo personalissimo approccio alla direzione di gara, il suo fare non è stato poi così determinante, nel senso che non ha influito o condizionato il risultato della partita più di tanto.

Quel che invece non abbiamo condiviso è stata l'applicazione "a singhiozzo" del Regolamento: una medesima situazione di gioco a volte poteva essere sanzionata a volte no e ciò indipendentemente dal colore della maglia.

Forse un fattore climatico o forse un più serio problema intestinale.

Insomma, il suo è stato un arbitraggio "pressapochista", svogliato ed indolente, proprio di chi viene catapultato in campo a forza e quasi obbligato a presenziare.

Quando a fine gara il nostro Capitano gliel'ha fatto notare, sapete cos'ha risposto?

"Ma quando mai! É un torneo amatoriale! ... Che devo arbitrare sul serio!!"

Una esplicita ammissione di colpa, ingenuamente giustificata con lo stravolgimento del concetto di "calcio amatoriale", per cui le regole non sono più quelle e qualora mai lo fossero è lecito applicarle "ad minchiam"!

In buona sostanza, noi miseri "ingegneripallonari" non eravamo degni del suo impegno, della sua attenzione, del suo nobile fischietto.

Inutile nascondere come al nostro "sanguigno" Capitano tale affermazione non sia assolutamente piaciuta, non l'abbia proprio digerita, tanto da concludere la sua requisitoria invitando amichevolmente il simpatico Arbitro "ad andarlo a prenderlo in quel posto".

Come biasimarlo!

Personalmente avrei voluto chiuderlo "a chiave" nello spogliatoio, ma il rischio d'esser poi soprannominato "IL MOGGI DEGLI INGEGNERI" m'ha fatto riflettere.

Sicuramente avrei voluto dirgli, ma non l'ho fatto (non sarebbe stato garbato):

"Amabile testa di  ..... BEEP ....!

É da aprile che circa trenta persone si ritrovano al campo la sera, fuggendo dall'ufficio ed affrontando il traffico di Roma.

Abbiamo speso non so quante migliaia di euro per affittare i campi, per allenamenti e gare amichevoli, per l'abbigliamento sportivo, per la trasferta in Liguria, per l'iscrizione al torneo!

Molti di noi, per essere qui, si sono mangiati le ferie.

E Tu, Amabile testa di  .... BEEP .... che sei pure pagato, nemmeno ti degni!"

Perché ho raccontato questo simpatico aneddoto?

Semplicemente perché "É QUESTO" il clima che ristagna nel nostro bel Campionato Nazionale.

Un clima "pressapochista" ... Tale e quale all'arbitraggio del fratello di Felice Caccamo!

Il REGOLAMENTO è qualcosa di sconosciuto ed opinabile.

Lo stesso "Responsabile di Campo", cioè colui che avrebbe dovuto garantire il corretto svolgimento delle gare, del REGOLAMENTO della manifestazione sapeva poco o nulla, forse nemmeno l'aveva letto.

Tant'è che abbiamo dovuto spiegargli come l'ELENCO ATLETI e la LISTA DI GARA non fossero proprio la stessa cosa, ma documenti con finalità diverse e diversi destinatari.

Il dubbio poi l'ho avuto: "Se tale colpevole disconoscenza è diffusa su tutti i campi ... Avremo qualche problema!"

Profezia che s'è poi puntualmente avverata (ndr. parliamo dei diversi reclami).

Questa nota di colore è solo la necessaria premessa a quanto segue.


Domani (ndr. 27 giugno), presso la sede del CNI (Roma), è stato convocato il COMITATO ORGANIZZATORE del nostro campionato di calcio nazionale.

All'ordine del giorno l'esame dei reclami presentati da alcune squadre e la conseguente ratifica della classifica definitiva della fase di qualificazione.

Un'allegra rimpatriata alla quale spero di partecipare.

Sicuramente meno felici saranno i Colleghi delle altre squadre, gravati dall'ennesimo viaggio "pro-pallone" a loro spese!

Di quel che sarà vi terrò informati.

 

Se ne avrò la possibilità e me lo auguro, cercherò di porre ai Colleghi presenti alcune semplici domande.

La prima sarà: "Ve lo siete chiesti il PERCHÉ di tanti reclami in merito alla mancata esibizione dell'Elenco Atleti?"

Semplice.

Quando il rispetto di una REGOLA è di rapida e facile verifica, come tutti vorremmo, nel momento in cui la norma viene disattesa è prevedibile che arrivi poi il giusto reclamo.

Se un Responsabile di Squadra non vede consegnarsi il dovuto "pezzo di carta" è normale che poi se ne dispiaccia ed ancor più normale che chieda la gara vinta "a tavolino", come il Regolamento impone.

Tutto molto semplice, lineare.

Altra domanda: "Ve lo siete chiesti perché non è altrettanto facile trovare altre tipologie di reclamo, come ad esempio, il sospetto che un Atleta non sia un ingegnere o che lo sia ma non iscritto all'Albo, o che un Atleta non abbia consegnato il certificato medico sportivo?"

Anche questa risposta è semplice: perché nessun avversario potrà mai verificarlo, a meno di assoldare una agenzia investigativa!

L'eventualità dunque che non sia pervenuto alcun reclamo in merito, non sta certo a significare che "TUTTO VA BENE" ma solo che "non è dato sapere"!

Dunque dubbi, quindi ombre, malcontento e disaffezione.

 

Qual'è la morale?

Il REGOLAMENTO di una manifestazione sportiva è tanto più affidabile e sicuro, ovvero ha buone probabilità che venga rispettato, quanti meno paletti pone: bastano quelli che servono, quelli strettamente necessari allo scopo, ne uno di più ne uno di meno.

Nel nostro caso, la regola madre di tutte le regole, è che al campionato debbano partecipare solo ed esclusivamente ingegneri iscritti a quell'Ordine che poi rappresentano in campo. Basta.

Qualora si volessero poi utilizzare ulteriori "paletti opzionali", un BUON REGOLAMENTO dovrebbe anche prevedere uno strumento (possibilmente veloce e snello) che ne garantisca l'immediata verifica e non certo abbandonare i partecipanti al loro destino!

Nel caso di una manifestazione "mordi e fuggi" qual'è la nostra (55 gare in quattro giorni), detta rapidità di verifica dovrebbe essere ancor più spinta.

Nell'impossibilità, meglio eliminare i cosiddetti "paletti opzionali" per non perdere credibilità.

La certezza del rispetto delle regole dovrebbe dunque essere un obiettivo prioritario e tangibile perché nel momento in cui si definiscono delle norme con la consapevolezza che NESSUNO potrà mai garantirne e verificarne l'osservanza, vuol dire che si sta operando nel modo sbagliato col rischio concreto di danneggia il buon nome della manifestazione.

 

 

Veniamo allora a qualche esempio pratico.

La regola di dover schierare sempre in campo due atleti OVER "qualchecosa", rientra a pieno titolo tra le "regole scamuffe", proprio perché senza un oggettivo riscontro.

Un efficace strumento di verifica potrebbe essere, ad esempio, un bel "verbalone" a fine gare, redatto dall'Arbitro o dal Responsabile di Campo e sottoscritto dai Responsabili di Squadra, un bel foglio pieno di numeri di maglia in entrata/uscita con tanto di orario di ingresso/uscita dal campo.

Insomma ... altra carta!

In mancanza del "verbalone", detta regola, ancorché ammirevole e condivisibile dal punto di vista squisitamente "etico/aggregativo", nella realtà si dissolve nel vento e denuncia tutti i suoi limiti, in quanto la verifica è poi totalmente delegata ai poveri Responsabile di Squadra, i quali a tutto ambiscono meno che al ruolo di notaio.

In linea ad un approccio di "totale solidarietà", allora perché non garantire un posto in squadra anche a quei Colleghi che hanno un reddito al disotto di una certa soglia? Gli facciamo produrre il MODELLO UNICO e generiamo altra carta che qualcuno però dovrà poi leggere. Altrimenti a che serve?

Molto più seriamente, credo si possa sostituire la macchinosa, ingestibile e per certo versi antisportiva regola dei n°2 atleti OVER "qualchecosa" sempre in campo, con una norma più frequentemente utilizzata in molti tornei amatoriali (quindi collaudata), cioè creare una manifestazione totalmente riservata ad atleti OVER "qualchecosa".

Altra soluzione potrebbe essere quella di obbligare le squadre ad avere semplicemente nella "Lista di gara" due Atleti OVER "qualchecosa".

Ecco due esempi per non ritrovarsi in campo quelle due "eccezioni" da dover monitorare costantemente.

 

Altra regola "scamuffa" è quella che ha quale obiettivo l'individuazione (riconoscimento) degli atleti: per sapere se l'ing. Mario Rossi è proprio quel Mario Rossi iscritto all'Ordine degli Ingegneri di Vattelappesca, oggi si sovrappongono due documenti: la carta di identità e il famigerato "Elenco Atleti".

Ma allora, non sarebbe più semplice prevedere l'utilizzo di unico documento che li riassume, come ad esempio il TESSERINO dell'ORDINE?

Dimenticavo ....

Non si può perché NON TUTTI gli Ordini lo hanno. Certo ... Un gran bel problema!

Ma aldilà di "quanti" siano in realtà gli Ordine provinciali che non adottano questo utile documento, la soluzione in fondo c'è e non è nemmeno un'idea così peregrina.

Ciascun Atleta, in proprio e senza affliggere il Collega Responsabile, si presenta all'Ordine e si fa rilasciare un "Certificato di Iscrizione all'Albo in carta semplice", corredato di foto e con sopra un bel timbro.

Un documento equipollente, ottimo per i nostri scopi poiché di rapida ed immediata verifica, un "pezzo di carta" che soprattutto non graverebbe sull'archivio della macchina organizzativa.

Ognuno ha il suo e se lo tiene in tasca!

Ma la successiva, puntuale osservazione che consegue a tale mia proposta è sempre stata la stessa, da anni: "É un documento facilmente falsificabile!"

Probabilmente lo è .....

Anche le banconote da 50,00 euro lo sono e non per questo siamo tornati al "baratto".

Con la stessa somma poi, si può acquistare una bella carta di identità, un bel "falso d'autore" con la quale ci vai pure all'estero!

Insomma ... Non esageriamo!

 

Per farla breve ... (!)

Ci auguriamo che il COMITATO ORGANIZZATORE, preso atto delle difficoltà in essere e dopo aver partorito regolamenti macchinosi e senza molto criterio, propinando negli anni "di tutto e di più", si convinca che è giunto il momento di percorrere strade nuove, lasciando da parte quelle limitazioni estemporanee e soprattutto NON VERIFICABILI, che poco giovano all'immagine di questa nostra bella manifestazione.

 

Noi lo auspichiamo, anche perché "la speranza" costa poco .... ed è l'ultima a morire!