Torneo Regionale di Calcio dei Professionisti del Lazio

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Fenomeno si nasce ... ingegnere si diventa!

Bruno CONTI: un grande poeta del calcio, un esempio per le generazioni future
una vera grande "bandiera" con la forza immensa dell'umiltà

di Emilio Acernese

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I tanti "ingegneripallonari" nati a metà degli anni '70 e che ora frequentano il campo d'allenamento, non hanno avuto la fortuna ed il privilegio di vederlo all'opera.

"Di Bruno ce n'è uno e viene da Nettuno!"

Così cantava la Curva SUD.

Bruno CONTI è nato a Nettuno, un piccolo centro sulla costa laziale, il 13 marzo del 1955.

Fu il baseball il suo primo, grande amore "sportivo", dove il piccolo Bruno era già un "campioncino", bravo a tal punto che una squadra americana di Santa Monica gli propose di trasferirsi negli "States".

Aveva solo 13 anni e "papà Conti" non se la sentì di spedire quel suo piccolo figlio oltre le spiagge del Tirreno!

Bruno Conti

E fu così che Bruno, abbandonato "mazza e guantone", iniziò a correre dietro ad una palla, ad innamorarsi giorno dopo giorno del gioco del calcio, ma soprattutto a farsi notare nei campetti del suo paese dov'erano ben note le funamboliche magie di "Brunetto", i virtuosismi di quel suo piccolo piede sinistro.

A Nettuno qualcuno pensò che un simile "trottolino" poteva servire anche alla ROMA ed allora suo zio lo portò nella capitale, per sottoporlo ad un provino: sulla panchina c'era "Il Mago" - Helenio Herrera - che però non lo ritenne idoneo, proprio per quel fisico così gracile, così esile.

Ma le strade di Bruno CONTI e della ROMA stavano per incontrarsi di nuovo, tant'è che qualche anno dopo, disputato qualche campionato con la squadra del NETTUNO e dell'ANZIO, fu proprio il presidente del A.S. ROMA - Gaetano Anzalone - a volerlo. Alla corte del "Barone" Nils Liedholm, "Brunetto" porta tutta la passione e la sua genialità, tutta la sua voglia di emergere, tutta riposta in quei suoi soli 50 kg.

Davanti a lui ci sono però nomi illustri ed il suo palcoscenico abituale sono solo le partite di allenamento.

Ma il tecnico svedese resta comunque impressionato dalle fantasiose giocate del giovane talento di Nettuno ed inizia così a prendersene cura, prima irrobustendone il fisico e poi "affinando" anche il suo piede destro.
Nella stagione 74/75 Bruno CONTI fa il suo esordio nel campionato di seria A, contro il TORINO: farà solo tre apparizioni e poi verrà inviato al GENOA, nella serie cadetta, a "farsi le ossa".

Torna definitivamente alla ROMA nella stagione 79/80 e dopo sedici campionati con la maglia giallorossa chiuderà qui la sua brillante carriera, dopo aver vinto lo storico scudetto nel Campionato 82/83 e quattro "Coppe Italia" (1980, 1981, 1984 e 1986).

Ma è nel 1982, "azzurro" nella nazionale di Enzo Bearzot, che Bruno CONTI raggiunge l'apice della sua brillante carriera, la massima notorietà e la definitiva consacrazione tra i "Grandi del Calcio": vince il Campionato del Mondo in Spagna e viene anche eletto dalla stampa sportiva internazionale quale "Migliore giocatore del mondiale" che lo definisce "Il più brasiliano dei brasiliani".

Nella partita di "Addio al calcio" (1991) ha riempito lo Stadio Olimpico come ai tempi delle leggendarie gare disputate in "Coppa dei Campioni" dalla Sua ROMA, ricevendo l'abbraccio affettuoso di ben 80.000 suoi estimatori!

Bruno CONTI è attualmente è nei quadri della A.S. ROMA come Responsabile del Settore Giovanile: la speranza è che riesca a trovare una "nuova stella" del calcio, luminosa quanto la sua leggenda!


Nils Liedholm, Bruno Conti, Dino Viola e Paulo Roberto Falcao, in una foto
prima della partenza per il Mondiale in Spagna (1982)

HANNO DETTO DI LUI ....

"L'Italia ha vinto meritatamente. Il più grande in assoluto?
Per me .... Bruno Conti!
É stato un onore scambiare con lui la maglia dopo la finalissima.
La conserverò come ricordo di un grandissimo campione."
Karl Heinz Rummenigge

"Se fossi un CT di una qualunque nazionale del mondo vorrei con me Bruno Conti"
Bobby Charlton

"È Bruno Conti il vero brasiliano dei mondiali!
É il più forte fra tutti i giocatori che ho visto in Spagna.
Credevo che giocatori come lui non ne nascessero più!"
Pelè

"Conti è la vera rivelazione di questo mondiale, è un giocatore di assoluto livello internazionale.
L'Argentina o il Brasile sarebbero felici di averlo in squadra!"
Diego Armando Maradona

"Ho visto Conti in campo, in televisione e dalla tribuna: è quasi impossibile fermarlo.
Tra l'altro, ha un tiro molto preciso e potente."
Zibì Boniek


Da "sportivo giallorosso", pur avendo avuto l'opportunità di seguire tutta la carriera di Bruno Conti, non credo di poter aggiungere nulla più di quanto non sia stato già detto o raccontato sulle gesta di questo immenso atleta, leggenda del calcio mondiale.

L'estate del '76 avevo 16 anni e sul campetto polveroso della parrocchia del Sacro Cuore a Nettuno giocavo a calcio con suo fratello che già raccontava le grandi imprese di "Brunetto", allora poco più che ventenne, con la maglia del GENOA.

Bruno CONTI ancor prima d'essere un grande atleta ed autentico professionista, è stato, ma lo è tutt'ora, un "piccolo grande uomo"!

Con i piedi ben saldi alla sua terra, alle sue radici, legato come pochi alla sua gente ed alla sua famiglia, il successo, la notorietà, le gratificazioni economiche non l'hanno mai cambiato.

Insomma. É nato, è cresciuto, è vissuto, ha giocato, ha vinto e ci ha emozionato da .... Bruno CONTI!

A differenza di tanti conclamati campioni "romani" del suo tempo (inclusa l'altra sponda del Tevere!) non ha mai pensato di cambiar casacca ed ancor meno di cambiar casa, magari.... per andare a vivere ai Parioli!

S'è costruito una bella villetta nella campagna di Nettuno, con il papà che l'ha aiutato a realizzare il muro di cinta, e lì ha riposto le sue 47 presenze e 5 reti in maglia azzurra, le oltre 300 gare di campionato e 35 reti con la ROMA ed i tanti trofei conquistati in una carriera esemplare.
Vive ancora nel suo paese, a mezz'ora dal Centro Sportivo di Trigoria.

Sono passati quasi vent'anni dal giorno in cui Bruno CONTI ha appeso le scarpe al chiodo, ma ancor oggi, entrando nella più nascosta delle botteghe di Nettuno, si può ammirare la sua foto con dedica e la frase dialettale: "Che sì forte Brunè!"

Bruno CONTI è stato un grande poeta del calcio, un esempio per le generazioni future, una vera grande "bandiera" con la forza immensa dell'umiltà.

Grazie Brunè!