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I tanti "ingegneripallonari" nati a metà degli anni '70 e che ora frequentano il campo d'allenamento, non hanno avuto la fortuna ed il privilegio di vederlo all'opera. "Di Bruno ce n'è uno e viene da Nettuno!" Così cantava la Curva SUD. Bruno CONTI è nato a Nettuno, un piccolo centro sulla costa laziale, il 13 marzo del 1955. Fu il baseball il suo primo, grande amore "sportivo", dove il piccolo Bruno era già un "campioncino", bravo a tal punto che una squadra americana di Santa Monica gli propose di trasferirsi negli "States". Aveva solo 13 anni e "papà Conti" non se la sentì di spedire quel suo piccolo figlio oltre le spiagge del Tirreno! |
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Davanti a lui ci sono però nomi illustri ed il suo palcoscenico abituale sono solo le partite di allenamento.
Ma il tecnico svedese
resta comunque impressionato dalle
fantasiose giocate del giovane talento di Nettuno ed inizia così a prendersene cura,
prima irrobustendone il fisico e poi "affinando" anche il suo piede destro. Torna definitivamente alla ROMA nella stagione 79/80 e dopo sedici campionati con la maglia giallorossa chiuderà qui la sua brillante carriera, dopo aver vinto lo storico scudetto nel Campionato 82/83 e quattro "Coppe Italia" (1980, 1981, 1984 e 1986). Ma è nel 1982, "azzurro" nella nazionale di Enzo Bearzot, che Bruno CONTI raggiunge l'apice della sua brillante carriera, la massima notorietà e la definitiva consacrazione tra i "Grandi del Calcio": vince il Campionato del Mondo in Spagna e viene anche eletto dalla stampa sportiva internazionale quale "Migliore giocatore del mondiale" che lo definisce "Il più brasiliano dei brasiliani". Nella partita di "Addio al calcio" (1991) ha riempito lo Stadio Olimpico come ai tempi delle leggendarie gare disputate in "Coppa dei Campioni" dalla Sua ROMA, ricevendo l'abbraccio affettuoso di ben 80.000 suoi estimatori! Bruno CONTI è attualmente è nei quadri della A.S. ROMA come Responsabile del Settore Giovanile: la speranza è che riesca a trovare una "nuova stella" del calcio, luminosa quanto la sua leggenda!
Da "sportivo giallorosso", pur avendo avuto l'opportunità di seguire tutta la carriera di Bruno Conti, non credo di poter aggiungere nulla più di quanto non sia stato già detto o raccontato sulle gesta di questo immenso atleta, leggenda del calcio mondiale. L'estate del '76 avevo 16 anni e sul campetto polveroso della parrocchia del Sacro Cuore a Nettuno giocavo a calcio con suo fratello che già raccontava le grandi imprese di "Brunetto", allora poco più che ventenne, con la maglia del GENOA. Bruno CONTI ancor prima d'essere un grande atleta ed autentico professionista, è stato, ma lo è tutt'ora, un "piccolo grande uomo"! Con i piedi ben saldi alla sua terra, alle sue radici, legato come pochi alla sua gente ed alla sua famiglia, il successo, la notorietà, le gratificazioni economiche non l'hanno mai cambiato. Insomma. É nato, è cresciuto, è vissuto, ha giocato, ha vinto e ci ha emozionato da .... Bruno CONTI! A differenza di tanti conclamati campioni "romani" del suo tempo (inclusa l'altra sponda del Tevere!) non ha mai pensato di cambiar casacca ed ancor meno di cambiar casa, magari.... per andare a vivere ai Parioli!
S'è costruito
una bella villetta nella campagna di Nettuno, con il papà che l'ha aiutato a realizzare il muro di cinta,
e lì
ha riposto le sue 47 presenze e 5 reti in
maglia azzurra, le oltre 300 gare di campionato e 35 reti con la ROMA ed i
tanti trofei conquistati in una carriera esemplare. Sono passati quasi vent'anni dal giorno in cui Bruno CONTI ha appeso le scarpe al chiodo, ma ancor oggi, entrando nella più nascosta delle botteghe di Nettuno, si può ammirare la sua foto con dedica e la frase dialettale: "Che sì forte Brunè!" Bruno CONTI è stato un grande poeta del calcio, un esempio per le generazioni future, una vera grande "bandiera" con la forza immensa dell'umiltà. Grazie Brunè! |
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