Torneo Regionale di Calcio - Ordini degli Ingegneri e Architetti del Lazio

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Dipri: un uomo ... un mito!

Riportiamo l'affettuosa cronaca di un evento memorabile
 scritta dal nostro Atleta reporter "Minnuccione"
La storica partecipazione del "Suo DIPRI" alla Maratona di Firenze!

di Massimo Minnucci

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DIPRI: prima della cura!!

Domenica 26 novembre 2006.

Questa data rimarrà scolpita nella mente di un ragazzo del Sud salito a Roma anni addietro con la valigia di cartone, il quale con tenacia, abnegazione, dedizione e spirito di sacrificio è riuscito, in poco tempo, a raggiungere una posizione sociale eccellente, ad impalmare una ragazza giovine di molto più avvenente (non che ci volesse granchè), ad essere titolare nella squadra più prestigiosa della capitale (finanche con mezzi tecnici inadeguati) e "dulcis in fundo" a terminare quella che un maestro di vita definirebbe "il lungo cammino verso la scoperta del proprio essere" ossia la Maratona, attività per molti ma non per tutti.
Vedendolo solo pochi mesi fa nessuno avrebbe mai immaginato che quel batuffolo di carne da macello potesse mai trasformarsi in "virtuoso" assumendo la fisionomia di una ballerina danzante nel culmine del "Lago dei Cigni".

Tutto iniziò in una calda giornata estiva, allorquando alla vista di un adipe debordante prese la decisione solenne: "DEVO far qualcosa altrimenti morrò giovinotto!".

Pensa che ti ripensa iniziò a sgambettare sull'erbetta del prato sotto casa ed il contatto con madre Natura lo folgoro' all'istante accecandolo di radiosa energia: immantinente sentì il suo essere leggero come mai provato sino ad allora.

La gravità non sembrò più un fardello fastidioso attaccato al suo corpo e le farfalle intorno a lui cominciarono a far festa, invitandolo a librarsi sempre più in alto ....sempre più in alto (in questo facilitato dal partire quasi dal fondo).

Tornato a casa subito venne colto da un malessere: "orsù ora dovrei spendere dei soldini per il materiale necessario all'impresa ....che destino tiranno mi attende".

Il povero giovine stava al limite della rinuncia quando improvvisamente ebbe la più profonda delle rivelazioni.

In definitiva ciò che gli occorreva erano solo un paio di mutande ed una canottiera (pulite) ed un paio di scarpe (in sostituzione di quelle bucate). Con pochi euro avrebbe risolto il grave dilemma.

Incoraggiato dalla soluzione trovata inizio l'inarrestabile marcia verso il cammino "segnato".

Segnato a tal punto che iniziò a misurare ogni metro del parco sotto casa, della Cassia, del Raccordo e del terrazzo panoramico "stile Berlusca" di cui si narra sia proprietario e dal quale, dopo ogni fatica, si ritira per dominare con la vista l'impero romano.

I giorni passarono veloci, uno dietro l'altro, e lui avanti a loro sempre più veloce, sempre più smilzo, sempre più affascinante.

Nessuno poteva resistere alla trasformazione di questo brutto anatroccolo in cigno candito.

Narran le cronache che ad ogni cena non vi fosse donzella che non si affrettasse a rivelargli il proprio cellulare "di nascosto" nella speranza di un successivo incontro ardente. Le tentazioni erano davvero tante.

Ogni giorno doveva resistere all'assalto delle fan più scatenate ma soprattutto il suo dilemma maggiore era il seguente: "riuscirò mai a resistere alla carbonara che mia suocera mi fa la domenica?"

La storia dice che vinse anche questa sfida.

Infatti la gentile signora una domenica vide arrivare un bel giovine magro, muscoloso, pieno di vita e si interrogò: "ahhhh avessi dato questo giovine a mia figlia invece di....".

In poche parole non riconobbe il genero così cangiante (come darle torto) e quindi gli impedì l'accesso a tavola per i tre mesi successivi, lasciandolo ogni volta fuori dalla porta.
Il tapino tuttavia non si arrese, fermo nel suo intento: aveva un unico obiettivo e NULLA poteva fermarlo.

Macinò chilometri su chilometri, finché non arrivò il giorno solenne ...e che giorno!

Firenze splendeva in tutta la sua magnificenza pronta ad accogliere il suo eroe: 7300 partecipanti gremivano Piazzale Michelangelo, dalla cui sommità si domina tutta la città.
L'adrenalina di ogni concorrente si poteva tagliare a fette nell'aere: solamente Uno era calmo e sereno ...Lui!

Consapevole di "aver fatto ogni cosa come doveva essere fatta", con tenacia, abnegazione, dedizione e spirito di sacrificio.

Il pettorale era da campione n° 271, segno che anche l'Organizzazione della Firenze Marathon aveva individuato nel Nostro un top runner: tre, due, uno....viaaaaaaa!
Lo sciame dei partecipante si libra in picchiata sulla discesa verso la città: uno spettacolo nello spettacolo con l'iniziale partenza dei corridori in carrozzina subito seguiti dai professionisti e dagli atleti più bravi che han fatto da apripista per i veri protagonisti: i 7300 fortunati partecipanti.

Ad ogni km della gara si poteva ammirare una meraviglia della città.

Ad ogni km della gara gli atleti ottenevano l'incitamento delle migliaia di persone assiepate ai bordi del percorso.

Ad ogni km della gara si poteva sentire la gioia degli atleti nel loro vigoroso passo silente e leggero.

La gara è stata un susseguirsi di sensazioni che descrivere con parole non si può: mi vengono in mente solo due possibilità. Essere presenti oppure guardare le foto della gara.

Ma l'emozione più grande la si ottiene fissando l'obiettivo sotto lo striscione del traguardo: credo che raramente si possa immaginare una situazione in cui così tante persone siano così felici nello stesso istante.

Il Nostro taglia il traguardo nello spettacolare tempo di 3h29' ed essendo la sua prima esperienza può definirsi assolutamente un tempo fantastico!

Subito tagliato il traguardo ha avuto anche alcune visioni mistiche spargendo benedizioni "Urbis et Orbis" rimanendo in questo stato catatonico sino al secondo evento maestoso della giornata: la fiorentina da 1,00 kg al mejo ristorante di Firenze "I LATINI", innaffiata da fiumi di Chianti verace.

Morale?
Preparare la Maratona è una esperienza unica ed indimenticabile, prepararla a Firenze con pranzo seguente al LATINI diventa una cosa paradisiaca.