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Molto spesso tra gli sportivi, e non solo fra loro, sorge il problema della valutazione funzionale, della determinazione delle condizioni aerobiche generali, che sottendono anche allo stato di forma atletica di un individuo. Tra i metodi non invasivi, che quindi non richiedono prelievi di sangue o l’uso di strumentazioni particolarmente sofisticate per l’individuazione dei valori, rientra a pieno titolo il Test di Cooper. Tale test da campo ci consente di valutare lo stato di salute generale del soggetto mediante il calcolo della sua soglia anaerobica, ovvero delle capacità dell’atleta di utilizzare la massima quantità di ossigeno (VO2max) durante una prestazione sportiva. L’esecuzine del test richiede la disponibilità di un cronometro e di un luogo idoneo dove correre indisturbati, che sia pianeggiante e che consenta una facile individuazione della distanza percorsa: in alternativa si può effettuare il test al coperto, con l’uso di tapis roulant dotati di contachilometri. Come abbiamo appena detto, il test di Kenneth Cooper, consente di valutare lo stato di forma generale del soggetto, ma anche la sua soglia anaerobica. Tuttavia, quest’ultimo valore è suscettibile di un certo margine di errore, poiché la soglia anaerobica è calcolata mediante formule matematiche e non con una prova diretta: in ogni caso offre un buon indice di attendibilità che, sommato al giudizio sullo stato di forma generale, rende tale test estremamente utile. La sua esecuzione prevede di calcolare la distanza percorsa da un soggetto in 12 minuti di corsa a ritmo costante, previo riscaldamento e senza sprint finale. Una volta effettuato il riscaldamento ed aver corso per 12 minuti, rileviamo la distanza percorsa (in km) e la confrontiamo con i valori della tabella sottostante, valida per gli UOMINI:
É importante tener presente che, tale test, è sconsigliato a soggetti: con problemi o malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, febbre, grave ipertensione (pressione “massima” superiore a 160 mmHg), gravi stati infiammatori, in corso di terapie farmacologiche, con scompensi cardiocircolatori. Una volta ottenuto lo stato di forma fisica, come anticipato, possiamo anche calcolare la soglia anaerobica in maniera molto semplice. Moltiplichiamo la distanza percorsa per 5. In questo modo otterremo la distanza media percorribile in un ora e la relativa velocità media. Il valore ottenuto rappresenta il 110/115% della nostra soglia anaerobica. Pertanto basterà dividere il risultato per 110 e moltiplicarlo per 100, e poi ripetere l’operazione dividendo per 115 e moltiplicare per 100, per ottenere il range di nostro interesse. Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che un soggetto percorra 2,70 km nei 12 minuti a disposizione. Moltiplichiamo 2,70 per 5 ottenendo 13,5. A questo punto effettuiamo due calcoli: 13,5/110*100 = 12,27 km/h 13,5/115*100 = 11,73 km/h Da tali valori possiamo affermare che il soggetto entra in soglia anaerobica quando inizia a correre ad una velocità di circa 11,73/12,27 Km/h. Come possiamo usare tale valore?
Molto
semplicemente, tenuto conto dei risultati che vogliamo ottenere,
possiamo calcolare un valore approssimativo (molto vicino al dato reale)
della velocità da tenere in allenamento. Ossia: - Se ci alleniamo per competizioni di fondo medio manterremo una velocità in allenamento compresa fra l’85 ed il 92% della soglia anaerobica; - Se ci alleniamo per competizioni di fondo veloce o con ripetute lunghe, manterremo una velocità di allenamento compresa fra il 95 ed il 100% della soglia anaerobica; - Se Ci alleniamo per innalzare la soglia anaerobica, o con ripetute brevi, o per competizioni su distanze brevi, manterremo una velocità di allenamento compresa fra 100 e 105% della soglia anaerobica; - Se ci alleniamo per migliorare capacità aerobiche generali, soprattutto se l’attuale stato di forma non risulta essere dei migliori, manterremo una velocità di allenamento compresa fra il 68 e l’82% della soglia anaerobica. |