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ROMA
- Se per adesso il fischio di inizio del campionato è stato,
la coppia trema al solo pensiero di un autunno senza calcio. Sì,
perché pare che il pallone sia un collante forte nella vita di
una coppia, a dispetto dei denigratori del campo da gioco. L'ipotesi
di una Italia orfana di Zidane e Del Piero, farebbe i conti con
mariti nervosi e quindi mogli insoddisfatte. Risultato:
l'astinenza dai goal, dalle polemiche arbitrali e dalle moviole
farebbe saltare l'equilibrio familiare e le richieste di
separazione aumentano quando il calcio è in crisi. |
A
rischio sarebbe anche la stabilità politica. Parola di avvocati.
Lo
dice uno studio dell'associazione Donne e qualità della vita ,
che ha raccolto i pareri di oltre 300 matrimonialisti.
Sono
tutti d'accordo nel dire che una stagione senza calcio mette a rischio
anche la vita in due. Per il 32% degli esperti, la coppia italiana senza
il pallone sarebbe denotata da una maggiore aggressività maschile e da
una minore propensione all'ascolto da parte di entrambi (per il 27%).
Per
il 24% degli avvocati l'astinenza dai goal investe anche la sfera
sessuale, con una maggiore propensione all'infedeltà da parte degli
uomini con più tempo libero.
Calo
del desiderio per le donne che, private dall'effetto ''afrodisiaco'' degli
idoli del pallone, mancano di fantasia nel rapporto di coppia.
Per
il 15% degli interpellati, insieme all'intesa a due va a rotoli anche il
bilancio familiare.
Secondo
il 38% dei matrimonialisti il calcio è un elemento ''essenziale''
di aggregazione: guardare insieme la partita in tv andare insieme allo
stadio, discutere delle performance della squadra del cuore sono tutti
fattori che rinsaldano il rapporto. Per il 31% è uno straordinario
meccanismo di convivenza: gli uomini distratti dal pallone lasciano
'spazio vitale' alle consorti.
Il
59 % concorda nell'assegnare al calcio il monopolio delle discussioni
familiari.
Brutte
ricadute si avrebbero anche a livello sociale.
Più
aggressività sul lavoro (29%), maggiore litigiosità con gli altri, dai
condomini agli amici, (27%).
Non
mancherebbero conseguenze destabilizzanti anche sul piano politico,
secondo il 21% degli intervistati.
Articolo
tratto da: www.ilnuovo.it
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