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L´Avvocatura romana ha ben quattro squadre di cui una campione del mondo e una commissione sportiva. Le toghe vorrebbero selezionare una Nazionale e per l´allenatore pensano a Carolina Morace. Un campionato vero e proprio ancora non esiste, ma la volontà comune che potrebbe portare i Collina di turno ad arbitrare sfide fra Ordini professionali è sul tavolo. L´Avvocatura romana può specchiarsi in quattro squadre, una campione del mondo, destinate a dar vita alla Nazionale degli avvocati; fra architetti e ingegneri i derby raccontano di sfide dove la sana rivalità fra le due professioni ha il sopravvento accompagnata dagli sfottò dei vincitori via internet. «Sarebbe come se la Sambenedettese affrontasse l´Inter, ma le sorprese sono dietro l´angolo: perchè no?», e Ugo Giuliani, responsabile-giocatore della formazione-A degli architetti accetta la sfida. Il messaggio arriva a firma Donatella Cerè, consigliere dell´Ordine degli Avvocati e presidente della commissione sportiva. «Nel nostro settore siamo i campioni del mondo in carica, merito conquistato nel giugno scorso a Malta. E´ arrivato il momento di confrontarci anche con gli altri ordini professionali: venite a batterci», sorride l´avvocatessa. Quella che arriva da Malta è la fotografia di quattro squadre, tante sono le formazioni dell'Avvocatura romana, che si sono conquistate allori e fama internazionale ai Campionati del Mondo. Ben cinquantaquattro erano le formazioni al via espressione della cultura calcistica delle scuole che, attraverso il pallone, hanno regalato tradizione e fascino. Argentini, inglesi, spagnoli, tedeschi, francesi, ma anche realtà emergenti come i giapponesi, turchi e marocchini. Il risultato si è tradotto nella sfilata per le strade di Malta e nell'editoriale del numero 3 e 4 del Foro Romano, notiziario del consiglio dell'Ordine, al capitolo «Un maggio per noi fortunato: abbiamo prevalso per la costituzione dell'Ordine forense internazionale e nel Mundiavocat». «Il risultato è stato strabiliante - ha detto il presidente Federico Bucci - la squadra denominata «Roma» è arrivata prima; più che onorevoli i risultati delle altre nostre rappresentative: settima «Roma Dream Team», undicesima la «Foro di Roma», più oltre la «AxB» (Avvocati per Bambini) che ha comunque ben altri meriti etico-sociali». L´Avvocatura di Roma (quindicimila gli iscritti, seimila i praticanti tanto da essere la più numerosa d´Europa) può brindare, dunque, ad una realtà ricca e complessa. Unica in Italia si è dotata di una Commissione sportiva, nata con l´obiettivo di creare una nuova variante allo spirito di aggregazione; unica in Italia vive sulla storia di ben quattro formazioni. Al primo piano del Palazzo di Giustizia sono in corso le grandi manovre che entro maggio dovranno portare alla creazione di quella che diventerà la rappresentativa Nazionale Unica degli Avvocati romani. Il compito non appare dei più semplici: ognuna delle quattro squadre ruota intorno ad una propria struttura fatta di staff tecnico, staff medico, addetti alle relazioni esterne, campi e metodologia di allenamento. Ma, a spingere per brindare ad un selezionatore comune, la voglia di capire quali potrebbero essere i limiti di un squadra pronta a raccogliere i volti copertina oggi dispersi in quattro spogliatoi. «Serve il salto di qualità definitivo e, dai primi sondaggi, i segnali sono positivi. E c´è anche il nome del futuro Trapattoni», dice Danatella Cerè. Gli Stati Generali coinvolgono l´avvocato Franco Pascucci e G.B. Baldanzellu, staff tecnico della «Roma» campione del mondo; l´avvocato Rosario Rao, coach del «Roma Dream Team»; l´avvocato Maurizio Bonanno, allenatore del «Foro di Roma» insieme all´avvocato Marco Straccia e Isidoro Toscano e l´avvocato Ugo Scalise, presidente e capitano dell´ «AxB», avvocati per bambini (in campo per numerose iniziative a scopo benefico). La fumata bianca è rimandata, ma sullo sfondo avanza il nome di Carolina Morace, avvocatessa e destinata a sdoppiarsi fra il suo attuale incarico di allenatrice dell´Italia femminile e Ct degli avvocati di Roma. «L´idea di un campionato degli ordini professionali darebbe l´ulteriore spinta a superare quella sana rivalità fra le nostre quattro squadre per arrivare alla nostra nazionale. Oggi, al di là del campionato del mondo, la vetrina per i nostri calciatori è il torneo Giustizia con magistrati e polizia penitenziaria», saluta la Cerè con il centro sportivo della Lazio a Formello pronto a fare da cornice alla prima edizione del campionato fra ordini.
Certo, la prospettiva di un campionato potrebbe spingerci a creare un´organizzazione più attenta e puntuale: gli avvocati fanno paura, ma nel calcio tutto è possibile», spiega l´ingegnere Acernese. Ad entrare in scena è Alessandro Ridolfi, capitano della formazione A degli architetti. «Giocare contro i campioni del mondo? Ci sto. Noi siamo male organizzati, ma raccogliamo la sfida. Abbiamo due rappresentative, una nata in queste settimane: la più anziana ha tre anni di vita e il suo scopo era quello di creare un´occasione per ritrovarci. La nostra impresa più esaltante? Un derby vinto sugli ingegneri: ci siamo impossessati del sito per prenderli in giro al grido: a Roma soltanto architetti». Il finale è per l´architetto Ugo Giuliani che presenta i suoi «intoccabili»: «Cristian Rocchi è un terzino alla Roberto Carlos, Francesco Stapane il nostro Giannichedda, Davide Valoppi l´Areoplanino Montella, Domenico Lucci il cuore bianconero del gruppo, Bruno Ursella il guardiano della fascia destra, Giulio Pascali un´ala vecchio stampo e poi abbiamo il nostro straniero, Vassili Baltoyannis. Cosa rispondo agli avvocato? E´ come se la Sambenedettese affrontasse l´Inter, ma ...». |