Torneo Regionale di Calcio - Ordini degli Ingegneri e Architetti del Lazio

La verità sul nandrolone

É l'argomento del giorno.
Ma quanto di tutto ciò che si sente e si legge è corretto?
Le giuste informazioni sulla sostanza alla ribalta delle cronache sportive.

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Nel calcio italiano è esploso recentemente il problema del nandrolone.
Anche in questa occasione sono state dette e scritte affermazioni contenenti molte imprecisioni, tanto che, da parte di molti, si è avuta la sensazione che, in generale, su questa sostanza se ne sapesse pochissimo.
In realtà molte certezze ci sono, per esempio queste:

  • il nandrolone è un farmaco anabolizzante, vale a dire promuove lo sviluppo della muscolatura e favorisce il recupero dopo gli allenamenti più impegnativi; ovviamente è compreso negli elenchi delle sostanze proibite;

  • chi ha sostenuto che l'uso del nandrolone non può servire nel calcio poiché si tratta di "uno sport tecnico", evidentemente non si rende conto di quanto siano importanti alcune qualità atletiche in questa disciplina;

  • chi ai test antidoping risulti "positivo" per il nandrolone ha sicuramente assunto questa sostanza dall'esterno, non è possibile che questa positività derivi da un cambiamento del metabolismo del corpo, neppure in condizioni di grandi quantità di allenamento o di qualunque tipo di stress;

  • non è possibile che quantitativi di nandrolone tali da dare "positività" possano essere assunti con gli alimenti;

  • qualcuno ha sostenuto che mai i calciatori professionisti assumerebbero consciamente tale sostanza, poiché sanno di essere sottoposti a test che li scoprirebbero immediatamente.
    La storia passata e recente del doping, però, smentisce questa tesi, poiché vari atleti hanno assunto prodotti illegali pur sapendo che avevano probabilità non trascurabili di essere sorteggiati per l'antidoping;

  • indubbiamente c'è, però, la sensazione che i calciatori di serie A e B trovati "positivi" (o con livelli molto vicini a quelli che significano "positività") siano in numero eccessivamente elevato per pensare si tratti soltanto di casi di giocatori che abbiano voluto sfidare il rischio del sorteggio;

  • non è vero che gli esami del sangue sarebbero più precisi di quelli sulle urine (gli unici attualmente effettuati) per scoprire chi ha fatto uso di nandrolone;

  • si sa che c'è stato il caso di prodotti (non italiani) venduti come integratori e che, come è stato poi dimostrato, contenevano nandrolone.
    Questo è costato la squalifica a due trentini praticanti atletica leggera, il mezzofondista Battocletti e la velocista Sighele.
    La ditta produttrice ha dovuto riconoscere la sua colpa e dovrà pagare una cifra considerevole a questi due atleti, soprattutto a Battocletti che ha dovuto rinunciare anche alle Olimpiadi, essendo stato squalificato proprio per la "positività" al nandrolone;

  • C'è da ritenere inverosimile che questa azienda continui a mettere in vendita questo falso integratore e che tutti i calciatori trovati positivi lo abbiano utilizzato;

  • le aziende italiane del settore (in particolare quelle più grosse) non compiono certamente "truffe" di questo tipo, anche perché da noi gli integratori devono essere notificati o autorizzati dal Ministero e c'è il rischio di sanzioni penali molto serie;

  • è stata comunque una buona scelta quella emersa a fine aprile dal vertice antidoping svoltosi a Roma, vale a dire di testare gli integratori più comunemente utilizzati dalle squadre italiane di calcio per verificare che non contengano sostanze differenti da quelle presenti in etichetta, soprattutto che non contengano quei farmaci che sono presenti negli elenchi dei prodotti dopanti;

  • non esiste alcun prodotto naturale che può di per sé spiegare la "positività" al nandrolone, neanche il tribulus terrestris, l'erba che è anche chiamata rosa di Malta, che avrebbe effetti anabolizzanti e della quale si è parlato in questo periodo; se la positività derivasse dall'uso di questo prodotto significherebbe che il nandrolone è stato aggiunto come tale da chi lo ha fabbricato.

    E allora, qual'è la soluzione del mistero dei troppi calciatori del nostro Campionato che sono stati trovati "positivi" al nandrolone?
    Per ora non è ancora stata trovata, ma è possibile che emerga quanto prima.

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